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のI'm your Angel...not your Dolly!!!!の
11/29/2007

...bellissimo questo testo...

La prima volta che muori

La prima volta ti svegli e potrebbe essere il giorno prima. Soliti abiti stropicciati tra sedia e comò, solito caffé freddo e stantio nella moka, solito bagno occupato dal solito padre architetto. Solito quarto d’ora, borbotterebbe la sveglia se potesse parlare. Tutto nella consueta imperfezione d’ogni risveglio. Zaino, scarpe e sei fuori casa, sul treno al volo, già sudato. Prassi impeccabile. Due passi e sei a scuola, giusto il tempo di tirare il fiato e di un cappuccio da Franco, il barista che da tempo non ti chiede più cosa prendi. E mentre t’avvii al calvario di scale per le quotidiane cinque ore tra sonno e tortura, alla solita aula del solito piano, senza pensarci alzi lo sguardo dall’abituale punta di scarpe, e ti fermi.
Perché questo, il giorno prima, non era successo. Un’amena moretta ride con le amiche, giunte puntuali nell’atrio. La conosci da tempo ma non ti eri mai fermato a guardarla, così, tra folla, pareti e corrimano. Non sai cosa succeda, ti senti strano, un tantino ebete ma non ti spiace. L’ebbrezza della follia, la chiami mentre vaneggi su te stesso riprendendo a camminare, un tantino più sbilenco. Folle, pazzo, ubriaco. O innamorato. Chiamati come vuoi. Ancora non lo sai, ma ci sei cascato anche tu, oggi per la prima volta.

La prima volta vorresti che la tua vita fosse un film di cui tu stesso il regista, ma non come, in fondo, lo siamo tutti. Vorresti essere chi sceglie le inquadrature, il sottofondo musicale, la velocità con cui lo sguardo di un fantasmagorico pubblico scivola forzatamente lungo i vostri corpi avvinghiati. È normale, pensi, chi non ha imparato a baciare dai film? E così ti improvvisi una bomba di savoir-faire, di chi per baciare è nato. Chiudi gli occhi, ma sbirci di tanto in tanto se lo fa anche lei. Nel tuo copione è scritto: “abbraccio sensuale”, ma non sai dove mettere le mani, così vada per l’evergreen della salda presa appena sopra la vita. Immagini un motivo lento e romantico a sostenere una languida voce sommessa, ma il traffico della strada accanto si dimostra ben poco incline a soddisfarti. È la prima volta, cosa pretendi? Va’ avanti e bacia. Quando fermarsi? Sorridi sornione: la regia è impegnata per dire: -Stooooooop! Buona la prima!

E poi la prima volta, sì, la prima volta per eccellenza, non arrivi ad riempirti di quello che fai. Sogni quel momento da anni, nella sana perversione d’adolescente, ora ci sei dentro, e stai andando alla grande, a sentire i gemiti di lei! Sei orgoglioso, ma non troppo. Dovresti essere eccitato alla follia, chiudere gli occhi ed abbandonarti al tunnel della frenesia, della droga che non ti consuma, ma non lo sei, non ce la fai. Ti senti quasi stoico nella tuo ascetico aplomb, di chi alle passioni non s’abbandona. In realtà sei una bestia, feroce, carnivora, proprio come ti sei sempre sognato in amplessi prestante, solo non te ne rendi conto.  È la prima volta e ancora stenti a capire che lo sia, per quanto tu possa accelerare, per quanto tu voglia correre, per quanto tu voglia osare. È la tua prima volta, e una prima volta c’è sempre, ma nessuno sa quando arriva.

La prima volta di solito piove, e tu sei accovacciato su un marciapiede, da solo, quasi fosse un videoclip di qualche triste canzone mediocre. Non siete fatti l’uno per l’altra, qualcosa è morto dentro di lei, forse è meglio fare un passo indietro e tornare amici, seppure amici non lo siete mai stati. È la prima volta, ma, non sai come, ti pare d’aver già udito quelle parole, da qualche parte. Le ascolti senza ascoltarle, perché non importano. È finita, e di come e di perché non ti curi granché. Lei se ne va e tu rimani solo, sul marciapiede, e comincia a piovere. Anche tu cominci a piovere, un liquido amaro che un tempo credevi da femminucce. Lacrime, pioggia e la fine. Sì, la fine. Fine della storia, fine del film. La prima volta che sigla la fine alla tua prima volta.
Ti innamorerai ancora, bacerai ancora, farai ancora l’amore e questa volta l’esuberante istinto saprà farti cacciatore e preda. Ma sarà una seconda volta, una delle tante. E la prima volta è morta, quella gran chimera suicida, quella che c’è sempre e non sai quando arriva, quella che è una, la prima, e poi basta.
Signore e signori, la prima volta è finita.
Anche tu sei finito, mentre continua a piovere e singhiozzi e inali l’umidità acre di catrame. Non ti alzerai da lì, da quel cordolo nero. Perché ora sai di aver amato. E la prima volta che ami, lo sai, è la prima volta che muori

...Platone...

..."prima della nascita, le anime vivano nell’Iperuranio, in uno stato di armonia e completezza,
uno modo di essere estatico determinato dal senso di interezza e perfezione. Alla nascita, tuttavia, l’anima viene
separata in un principio maschile e un principio femminile, destinati a corpi diversi". Secondo Platone il destino degli
esseri umani, sempre che vogliano recuperare quel senso di interezza, perfezione ed armonia, è quello di ritrovare
l’anima che è stata separata al momento della nascita. La soddisfacente relazione di coppia quindi sembrerebbe
sottoposta alla necessità di "riunificare ciò che è stato separato"...

E' bello crederlo non pensate?

Vai al sito .:Silver Crystal:.

10/21/2007

X la mia vita

 
 
  
 
 
Ti AMO!!!!
10/18/2007

My life...

 
 
 
8/20/2007

Chissà se esisti mentre sto scrivendo...

Giuro che non smetto di lottare per ciò che voglio...non smetto di lottare per te...

Eh già...

Sto cercando il sogno che mi conduce alla pazzia...